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Agricoltura biodinamica: dubbi e domande

Siamo sicuri di sapere cos’è l’agricoltura biodinamica? E perché quando se ne sente parlare gli animi tendono a scaldarsi? Proviamo a capire in cosa consiste questa pratica.

Ho sentito parlare di agricoltura biodinamica per la prima volta diversi anni fa e ammetto di non aver approfondito subito l’argomento. Dal nome sembrava qualcosa di simile all’agricoltura biologica perciò mi sono fermata alla mia prima intuizione. Dopo qualche tempo i miei interessi hanno virato verso l’argomento “bio” e ho scoperto che mi sbagliavo, almeno in parte. L’agricoltura biodinamica include pratiche particolari (e obbligatorie) che la distinguono nettamente dalla semplice agricoltura biologica.

Chi l’ha teorizzata?

Padre dell’agricoltura biodinamica è Rudolf Steiner, un filosofo austriaco nato nel 1861. Non era un agricoltore e non aveva mai studiato l’argomento, ma ha tenuto otto lezioni di agricoltura, ponendo le basi per l’odierna agricoltura biodinamica. Questo diede anche l’abbrivio per il futuro sviluppo dell’agricoltura biologica.
Steiner era un filosofo, il suo pensiero era basato su una visione olistica del mondo e della vita. Egli riteneva che l’uso di prodotti di sintesi avrebbe potuto compromettere la fertilità e l’equilibrio biologico dei terreni, ma non solo. Affermava che le piante e gli animali potessero subire l’influsso di non meglio precisate “energie cosmiche” che dovrebbero influire sulla loro “forza vitale”.

In cosa consiste

L’agricoltura biodinamica somiglia, in parte, a quella biologica, ad esempio applica la rotazione delle colture e il sovescio. Nulla di male in questo, ma alcune pratiche lasciano un po’ perplessi; ad esempio si attribuisce una grande importanza all’oroscopo, che influenza il periodo in cui avviene applicato un certo preparato. Oppure attua la maturazione del letame (una pratica nota e utilizzata anche in agricoltura tradizionale) ma all’interno di corna di vacca sepolte. La motivazione sarebbe una presunta capacità delle corna dell’animale nel veicolare l’energia cosmica. Un’altra pratica tipica dell’agricoltura biodinamica è l’applicazione di preparati particolari che prevedono l’utilizzo di vescica di cervo, intestino di vacca, cranio di bue, insieme a erbe come la camomilla o l’achillea. Questi preparati possono essere applicati con diluizione omeopatica, ad esempio un preparato per allontanare i topi può essere distribuito in dose di 80 g per ettaro (un ettaro equivale a 10.000 mq). 

Per ottenere la certificazione come agricoltori biodinamici l’applicazione dei preparati è obbligatoria, ma le innovazioni tecnologiche non sono ammesse.

Le controversie

In base a quanto detto in precedenza dovrebbe risultare chiaro che il principale motivo del contendere riguardo l’agricoltura biodinamica è dato dalla pretesa di considerarla scientificamente affidabile. Alcuni aspetti dell’agricoltura biodinamica sono, senza dubbio, interessanti: è stato dimostrato che l’agricoltura biologica tende a preservare la fertilità del terreno e la biodiversità, cosa che avviene anche con l’agricoltura biodinamica che ne condivide le pratiche. Il vero problema, sono le pratiche e i preparati più insoliti, basati su modalità che di scientifico hanno ben poco. Per quale motivo un prodotto dovrebbe essere più efficace quando la Luna entra in Saturno? Cosa c’entra l’oroscopo con la scienza? 

Ma soprattutto, ci sono studi scientifici che dimostrano l’efficacia di queste pratiche? Alcuni studi a riguardo sono stati pubblicati. Uno dei più citati ha confrontato tre appezzamenti di terreno: uno coltivato in modo tradizionale, uno coltivato biologicamente e uno coltivato con agricoltura biodinamica. Il risultato dello studio mette in chiaro che l’appezzamento coltivato con agricoltura biodinamica ha una migliore fertilità del terreno e una maggiore biodiversità…esattamente come l’appezzamento biologico.
Altri studi non evidenziano differenze tra un compost trattato con preparati biodinamici e un normale compost biologico. Infine la comunità scientifica non prende in considerazione studi che non dimostrano il dovuto rigore.

È giusto cercare di preservare la biodiversità o la fertilità del terreno ed è vero che l’agricoltura intensiva tradizionale tende a sovra-sfruttare le risorse generando inquinamento e minacciando la biodiversità. Non si vuole mettere sotto processo un atteggiamento più rispettoso nei confronti della vita, ma far riflettere su pratiche di valore quantomeno dubbio.

Desidero concludere con una piccola nota personale, ho sentito contrapporre idee religiose/spirituali/olistiche/ecc… alla scienza. Si dice che quest’ultima sia arida e desiderosa di spogliare la vita del suo mistero. Vorrei rispondere che la scienza si nutre di mistero, ne trae ispirazione, lo indaga, ma non smette mai di meravigliarsi di fronte ad esso.

Per approfondire:

https://s3.wp.wsu.edu/uploads/sites/403/2015/03/biodynamic-agriculture.pdf
https://science.sciencemag.org/content/296/5573/1694#:~:text=We%20found%20crop%20yields%20to,less%20dependent%20on%20external%20inputs.
http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/02/21/biodinamica%C2%AE-cominciamo-da-rudolf-steiner/
https://www.ilpost.it/2016/03/04/agricoltura-biodinamica/
ayoral O., Solbes J., Canton J., Pina T., What Has Been Thought and Taught on the Lunar Influence on Plants in Agriculture? Perspective from Physics and Biology, Agronomy 2020

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