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Berserk e il cammino dell’uomo

Sull’esistenza grava il peso delle lotte che ogni giorno dobbiamo affrontare. Nessuna opera meglio di Berserk incarna il destino umano

Su Berserk:

“Le parole e i disegni di Kentaro Miura, grazie a un mix suggestivo di violenza e lirismo, di scene di colossale epicità e di piccoli momenti di riflessione, tengono incollati sulla sedia decine di migliaia di fan italiani”.

Con queste parole i volumi italiani di Berserk omaggiano l’opera giapponese, un capolavoro indiscusso della fumettistica mondiale. Una straordinaria metafora della lotta titanica tra bene e male e non solo, descritta nelle sue declinazioni più cruente e sconvolgenti attraverso tavole riccamente adornate di dettagli, in un disegno volto ad esaltare drammaticità, mostruosità e veemenza.

La storia è ambientata in epoca medievale e si sposta tra il lastricato dei vicoli che serpeggiano tra le case, foreste in cui accamparsi o tendere agguati, antichissimi castelli sotto assedio, macchiati dal tripudio di sangue che si erge verso il cielo sotto lo stridulo cozzare delle spade. Il ferro e il fuoco della guerra brutalizzano gli animi, ma ne accentuano al contempo i lati più umani e fragili, illustrandone le sfumature più autentiche. Mai come durante la guerra l’uomo si dimostra per ciò che è: il tornacontista diserta, il vile crea il mercato nero, l’uomo valoroso combatte palesando il proprio coraggio e ridendo in faccia alla morte. Gli individui si rivelano per quello che sono, spesso egoisti e biechi; i potenti, a volte trasformati in veri e propri demoni, sfogano la propria bestalità contro le masse. Infine, la lotta contro gli eretici.

In questo scenario prendono forma le vicende dei personaggi principali, che dovranno viaggiare in un mondo essenzialmente ingiusto alla ricerca di se stessi e di un posto in cui soddisfare le proprie aspirazioni. Il protagonista della storia, Gatsu, è un uomo nato dalla morte (letteralmente, se deciderete di leggere il manga capirete) che viene adottato e addestrato fin dalla più tenera età per diventare un mercenario, un individuo che vende morte in cambio di soldi. Il suo animo è profondamente segnato dai conflitti e da un passato demoniaco che lo perseguita, contro il quale deve fare i conti ogni notte.

Nel corso del suo viaggio ha modo di conoscere la squadra dei falchi, un gruppo di mercenari di altissimo livello capitanati da Griffith, un uomo dal fascino etereo che riesce a domare la brutalità di Gatsu. L’intero gruppo è illuminato dall’ala beata di Griffith e dal suo sogno abbacinante: quello di costruire, un giorno, un regno nel quale prosperare. Il comandante porta sempre al collo un pendaglio scarlatto, un oggetto esoterico chiamato Bejelit, il cui ruolo sarà determinante nello stravolgimento delle vicende.

“Gli amici non si aggrappano ai sogni degli altri, vivono per i propri, e se c’è qualcuno che si oppone resistono e si ribellano con tutta l’anima, anche se vanno contro di me. Per me la definizione di amici significa essere tutti sullo stesso piano”

Che cosa significa essere amici? Accompagnare qualcuno nel suo sogno, rimanendo per sempre nella sua ombra, oppure seguire un obiettivo personale con tutte le forze? Un amico o un compagno a volte finiscono per essere vittime sacrificali su un altare edificato dietro sorrisi affabili e false promesse. E nelle anime più pure può annidarsi un febbricitante spasmo di egoismo e brama di potere, volto a consumare e a consumarsi in nome di un’unica, immane, utopia. Qualcuno, disposto a qualsiasi efferatezza pur di coronare il proprio sogno, può tessere i fili del destino di tutti. Ed è quello che succede nella nostra storia.

Dopo centinaia di lotte esangui e avvenimenti leggendari, il Bejelit chiamerà Griffith, il quale, durante un’eclissi che si verifica ogni 216 anni, invocherà un esercito di arcidemoni spalancando le porte dell’inferno. La maggior parte della squadra dei falchi verrà sterminata in un vero e proprio banchetto di sangue, che consacrerà Griffith a diventare egli stesso uno dei cinque comandanti degli arcidemoni, per avere la forza per poter, finalmente, coronare il suo sogno. Gatsu e Caska, una ragazza della squadra, riusciranno a salvarsi per miracolo, ma avrà ora inizio il regno delle tenebre. La cocente delusione, segnata dalla brutalità del massacro, instillerà in Gatsu un amaro desiderio di vendetta, che lo porterà a compiere il suo cammino e a diventare più forte per realizzare la giustizia che cerca.

Quello che possiamo osservare leggendo le pagine straordinarie di Berserk è un universo sconfinato. La corsa per raggiungere un sogno, costellata da una scala di cadaveri da calpestare per arrivare sempre più in alto, trasfigurando la propria essenza. Il desiderio spasmodico di ottenere risposte, stringendo i denti in mezzo a un mare di sangue, con il coraggio di continuare a brandire la spada dopo aver attraversato mille nere notti senza fine. Il fruscio dell’erba e il cinguettio degli uccelli che salutano un nuovo giorno rigenerante, l’alba che sorge per illuminare una nuova storia nell’alveo di un lungo cammino, verso delle risposte che forse prima o poi arriveranno.

E ancora, la tenerezza dell’amore, la tortura in nome del martirio, lo sgretolamento della realtà (e delle certezze), l’avvento della resurrezione e il fascino dell’ultraterreno. Angoscia, paura, ardore, follia, seduzione, ira, delusioni e passioni sanguigne, profonde come un abisso, conficcate nell’opera come una lama di ferro che lascia sempre il segno del suo passaggio.

Quello di Gatsu è il cammino che ogni uomo deve compiere per ritrovarsi, partorirsi, rigenerarsi. E’ la strada di un guerriero che ha lottato per tutta la vita, prima soltanto per sopravvivere, e poi anche per vivere oltre le proprie paure, come ciascuno di noi dovrebbe fare. E’ la storia di un uomo solitario che crescendo scopre l’esistenza di qualcosa da proteggere e che urla, con la sua voce, contro la vacuità del mondo, nel tentativo titanico di sopravvivere a un eterno ritorno che ha connotati sempre più drammatici. Il senso dell’esistenza si consacra nell’ergersi, folli di ardore, innanzi a una realtà indifferente alla nostra presenza, e marcarla indelebilmente con gli artigli.

Gatsu è il coraggio intramontabile, mentre Griffith è la bellezza corrotta come Dorian Gray, un Faust che segnerà l’inizio di una nuova epoca. La rottura di un legame intenso tra due poli opposti, che trovano il reciproco equilibro l’uno con l’altro, costituisce sempre un’apocalisse, uno scisma che distrugge tutto ma lascia la possibilità di rispecchiarsi nei frammenti del passato per conoscersi meglio e rialzarsi tra le macerie, per seguire una nuova via con rinnovata convinzione. Lo Spirito ritrova se stesso solo nell’assoluta devastazione, sono queste le parole di Hegel che ho impresse nel cuore e che si ripercuotono ogni volta che ci si rialza.

Il futuro è un Sole ardente che brilla all’orizzonte, ma la strada per raggiungerlo può essere impervia e irta di pericoli. Nella vita reale la prudenza è una virtù, non possiamo essere sprezzanti e ridere in faccia al pericolo. Non siamo tutti eroi con un gigantesco pezzo di ferro sulle spalle come spada, con cui tranciare ogni ostacolo come se fosse di cartapesta. Ma nel contempo dobbiamo trovare dentro di noi il coraggio per continuare ad andare avanti, nonostante le mille difficoltà che possiamo incontrare lungo la nostra strada. Non importa la nostra caratura interiore, ogni uomo dovrebbe lottare per ciò in cui crede. Ed è proprio per l’impellente necessità che abbiamo di raggiungere il futuro mantenendoci integri che dobbiamo cercare di lasciarci alle spalle il passato.

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