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Didattica liquida

In un mondo in cui il confine tra età formativa ed età lavorativa è sempre più liquido l’implementazione della didattica a distanza è l’occasione per abbozzarne le sfumature.

Un tratto immediatamente evidente nella fruizione di un corso on-line (e dunque della didattica a distanza) è la possibilità di mettere in pausa lo stesso, contrariamente alla lezione tradizionale. 

Se ciò rappresenta da un lato una tentazione facile e controproducente, dall’altro offre la possibilità di soffermarsi meglio sui concetti e sui passaggi propedeutici alla buona comprensione di una materia. Tutto ciò non è possibile nella fruizione di una lezione tradizionale, organizzata secondo la logica lineare di un treno in viaggio. 

La lezione on-line diviene più sostenibile della lezione tradizionale all’aumentare della distanza dalla sede scolastica o universitaria rispetto al luogo in cui si vive.

Il lockdown iniziato nel marzo 2020 ha coinvolto anche le scuole. Ci eravamo dimenticati che l’istruzione e la qualità dell’insegnamento rappresentano degli autentici livellatori tra le classi sociali. Sebbene anche i bambini possano divenire veicoli di contagio quanto gli adolescenti, è bene tenere conto del valore della formazione in età evolutiva.

È nei primi anni di vita che affondano le radici della personalità e si può trasmettere la passione per i “ferri del mestiere” necessari per assimilare il metodo sperimentale, sia per imparare a comunicare col mondo esterno.  Piero Angela nel suo celebre saggio ha affermato a buon titolo che “il cervello di un bambino è come una scacchiera..” e che a sei anni si trova già ad uno stadio evolutivo avanzato.

Scienziati e governanti hanno iniziato a porsi il rebus delle attività da consentire o meno. Una scelta che potrebbe riguardare anche entro i vari gradi di istruzione scolastica ed universitaria. La maggiore propensione a deconcentrarsi è probabilmente decrescente al crescere dell’età dei discenti. Nell’ambito dell’istruzione accademica la quantità di tempo per raggiungere la sede delle lezioni è tendenzialmente maggiore rispetto ai gradi di istruzione più bassi.

Dall’adolescenza in poi, risulterebbero difficilmente fruibili on line soltanto le lezioni pratiche tipiche degli istituti tecnici. Proprio quelle di cui il mondo del lavoro ha più bisogno e che pertanto dovrebbero essere frequentate maggiormente.

In ambito universitario la didattica a distanza potrebbe rappresentare una facilitazione non solo per gli studenti, bensì anche per gli studenti lavoratori. In un mondo in cui il confine tra età formativa ed età lavorativa è sempre più liquido, l’implementazione della didattica a distanza è l’occasione per abbozzarne le sfumature. In Italia ci si laurea più tardi rispetto alla media europea ed abbiamo una scarsa alternanza scuola-lavoro.

Città universitarie per vocazione, come ad esempio Bologna, Padova, Pavia, e Parma, potrebbero continuare ad essere delle vivaci incubatrici di cervelli, idee ed innovazioni, capaci di fungere da traino per il resto del Paese. Nella nuova geografia del lavoro è probabile che aumenti la forbice tra aree ad alta e bassa densità occupazionale, di aziende, attività di ricerca e diffusione di know-how.

Il rischio di corruzione in Italia è andato purtroppo a lambire il mondo accademico. L’endogamia, usanza di contrarre matrimonio fra appartenenti allo stesso gruppo sociale, è un fenomeno ivi presente. Le commissioni esaminatrici nominate in ambito locale sono spesso forte rischio di collusione con il barone che vuole portare in cattedra il candidato del posto. Situazione senza paralleli nei Paesi con cui l’Italia dovrebbe compararsi.

L’Università degli Studi di Bologna (Alma Mater) è la più antica università d’Europa, essendo nata nel 1088, 8 anni prima di Oxford e 82 prima di Parigi. Essa è culla delle grandi menti delle scienze e delle lettere, centro propulsore della cultura mondiale, artefice di avvenimenti storici, simbolo dell’emancipazione femminile. Vi furono ammesse le donne all’insegnamento sin dal XII, un altro primato di lungimiranza Illuministica.

L’obiettivo di impartire nozioni sta diventando sempre meno importante rispetto a quello di favorire la capacità di apprendere con spirito critico. Con l’avvento del Web, la ricerca dovrebbe essere privilegiata quanto o più della memorizzazione. La didattica dovrebbe tenerne conto e gli insegnanti potrebbero divenire più “facilitatori”, incoraggiando un’esperienza di apprendimento collaborativo fra gli studenti.

Da queste premesse, i nostri atenei potrebbero porre le basi per la nuova didattica a distanza o in aula, memori dell’eccellenza dell’antica Alma Mater. 

PER SAPERNE DI PIU’

Jeremy Rifkin – La Società a Costo Marginale Zero

Raffalele Cantone – La Corruzione spuzza

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