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Effetto serra estremo

Oltre ai negazionisti del cambiamento climatico, vegani e vegetariani interpretano in chiave estremistica il riscaldamento globale? Eppure la “carnicoltura” può essere una soluzione.

La definizione comunemente accettata di “riscaldamento globale” è quella di “fenomeno di incremento delle temperature medie della superficie della Terra non riconducibile a cause naturali e riscontrato a partire dal XX secolo”.

Il periodo caldo medievale nella regione del Nord Atlantico, durato cinquecento anni circa, è un esempio di fenomeno che appare assimilabile a cause naturali. Circa tre secoli più tardi, tra il 1645 e il 1715, durante il minimo di Maunder, le macchie solari sparirono e la Terra si raffreddò in modo consistente.

Può esservi un cambiamento climatico senza riscaldamento globale? Se immaginassimo il Sole come fosse una lampada e la Terra come fosse una sfera sarebbe determinante, oltre all’ intensità della lampada, la distanza tra i due elementi. Per questo non si può negare che in passato ci siano stati grandi cicli astronomici e astrofisici. Ma è nell’atmosfera che evidentemente si gioca la partita per consegnare ai nostri figli un pianeta meno caldo.

Secondo l’ IPCC, l’aumento della temperatura globale entro il 2100 potrebbe essere compreso tra 1,4 e 5,8 °C., a causa dell’eccesso di effetto serra presente nell’ atmosfera.

Viceversa, un difetto di effetto serra avrebbe potuto rendere impossibile lo sviluppo della vita sulla Terra (per quanto non tutti gli ambientalisti se ne ricordino).

Vegani e vegetariani potrebbero rivendicare a buon titolo che, per produrre un chilo di verdure si immettono in atmosfera 153 grammi di CO2. Per produrre lo stesso quantitativo di carne se ne immettono 13300.

D’ altro canto sono innegabili i benefici della carne nella dieta mediterranea, essendo un’alta e impareggiabile fonte di proteine di alta qualità, con tutti gli amminoacidi essenziali.

La non uniformità del consumo pro-capite di carne nel mondo è semmai un vero dilemma etico…Un incremento dello spazio dedicato all’allevamento intensivo è difficilmente praticabile, se non abbattendo ulteriori foreste, i nostri “polmoni verdi”. Ecco perché la soluzione della “carnicoltura“. La NASA ha già provato a far crescere in vitro carne di pesce come nutrimento per i lunghi viaggi spaziali.

L’ avvento della carnicoltura potrebbe rivelarsi non meno dirompente di quello dell’agricoltura agli albori della civiltà umana. Oggi, finalmente, la carne e altri prodotti animali possono diventare sicuri, nutrienti ed ecologici sotto tutti i punti di vista, compreso il risparmio energetico.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

https://www.ilfoglio.it/cambi-di-stagione/2009/09/25/news/prodi-e-la-verita-sul-destino-del-pianeta-13904/
https://www.repubblica.it/venerdi/2019/08/21/news/come_salvare_il_pianeta_secondo_jonathan_safran_foer-234066954/
http://www.giovannibignami.it/i-miei-libri/214-cosa-resta-da-scoprire.html

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