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Funghi predatori!

I funghi sono in grado di adottare strategie predatorie estremamente subdole per nutrirsi, alcune delle quali sono tipiche del regno animale

Chiunque abbia fatto una passeggiata in un bosco almeno una volta nella vita avrà sicuramente notato quelle simpatiche escrescenze del terreno che chiamiamo funghi. Nella realtà sappiamo perfettamente quanto possano essere pericolosi, velenosi e mortali per l’uomo. Ma oggi ne analizzeremo un aspetto violento che non si manifesta nei nostri confronti, bensì verso altre forme di vita.

I funghi sono eucarioti pluricellulari e non sono né fotosintetici né ingestivi, ossia non possono catturare la preda per ingerirla e digerirla attraverso un apparato digerente interno come fanno gli animali, quindi devono affidarsi a un altro metodo per nutrirsi. Il corpo fungino, nella parte che si infila nel sottosuolo, è costituito da un intreccio di filamenti chiamati ife, una sorta di radici. Nel corso dello sviluppo del fungo, le ife crescono fino a diventare un groviglio simile a un’aggregazione tissutale, detta micelio. I miceli sono visibili nel cibo ammuffito, nel quale costituiscono la caratteristica parte bianca, e sono in grado di produrre spore che si diffondono nell’ambiente circostante fino a un metro di distanza.

Come fanno quindi a procurarsi le sostanze nutritive necessarie per la loro crescita? Ebbene, i funghi fanno parte di quel gruppo di organismi definiti parassiti o saprofiti (ossia si nutrono di materia organica in decomposizione o morta). Alcuni funghi possono diffondersi sotto forma di spore e parassitare le piante: le spore fungine germinano sulla superficie delle foglie e le ife invadono le cellule vegetali. Le spore sputate dai funghi possono raggiungere anche gli animali. In questo caso è possibile che il processo di nutrizione assuma connotati più subdoli ancora: le spore possono penetrare nell’esoscheletro delle formiche, ad esempio, e manovrare le loro azioni. Questo può indurre una formica ad agganciarsi saldamente allo stelo di una pianta, per esempio, e a rimanere lì immobile fino a quando il fungo non ha terminato di nutrirsi di essa, utilizzando il suo corpo come substrato per il proprio sviluppo. E’ come se una una formica o qualsiasi altro essere vivente parassitato venisse sciolto in un acido prodotto dall’interno.

Nello specifico per nutrirsi le ife secernono enzimi digestivi e li riversano sulle vittime, fino a sciogliere le molecole complesse di cui sono costituite in molecole molto più semplici, che a quel punto possono essere assorbite facilmente. I funghi sono estremamente efficienti nell’assorbimento dei nutrienti, e sono in grado di immagazzinare quelli in eccesso sotto forma di goccioline lipidiche o di glicogeno.

I funghi sono altresì capaci di praticare una vera e propria forma di caccia con tanto di trappole sagaciamente allestite. Le ife possono formare degli anelli aderenti sulla superficie del suolo e attendere i vermi nematodi, le vittime preferite da parte di questi organismi. Nel momento in cui il verme si posa sul cappio, le cellule di quest’ultimo si gonfiano improvvisamente e il verme muore strozzato. Alcuni funghi, come l’Harposporium anguillulae, possono predare anche le forme di vita marine, possono infilzare gli organismi viventi con le loro ife oppure possono prodigarsi in forme di parassitismo. Le spore prodotte da questi funghi, infatti, vengono inghiottite dall’ospite e si depositano nella sua faringe o nel suo intestino. Qui la spora comincia a crescere, diffondendosi negli altri tessuti e portando ben presto alla morte dell’ospite.

Naturalmente i funghi hanno anche degli aspetti benevoli: allietano i nostri banchetti ed è stato grazie ad essi che si è aperto ai nostri occhi il mondo degli antibiotici.

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