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I ragni: un falso pericolo

I ragni non godono di buona fama, le ragnatele che creano danno alla casa un aspetto sciatto, vengono percepiti come pericolosi e spesso sono accompagnati da leggende metropolitane e bufale. Vediamo insieme cosa c’è di vero.

L’avrete già sentito, ma meglio ripetere: i ragni NON SONO INSETTI. Appartengono, infatti, alla classe degli Aracnidi. A differenza degli insetti, che hanno il corpo suddiviso in 3 sezioni, il corpo dei ragni è diviso solo in 2 parti: il cefalotorace e l’addome. Caratteristica comune di questi animali sono i “denti” o cheliceri, collegati a ghiandole velenifere che servono a uccidere e digerire la preda.

Una delle domande che vengono fatte più spesso ai naturalisti, dagli amici preoccupati della presenza di un ragno nella loro casa è: “ma è velenoso?” La risposta è sempre sì! Tranquilli:  l’uomo non rientra tra le prede abituali dei ragni, infatti mordono solo se si sentono in pericolo e non possono scappare. Inoltre il veleno della maggior parte dei ragni è troppo debole per avere effetto su un essere grande e grosso come un umano e il ragno, se vogliamo semplificare all’estremo questo concetto, “lo sa”. Un ragno è in grado di percepire le nostre dimensioni corporee e capire che siamo semplicemente un boccone troppo grosso per lui, quindi ci ignora, almeno fino a quando non andiamo a disturbarlo.

I ragni sono tendenzialmente animali schivi, hanno abitudini prevalentemente notturne e non sono interessati all’uomo, vivono nelle nostre case solo perché sono un buon riparo, anche se noi continuiamo a distruggere il loro paziente lavoro di tessitura delle ragnatele. E se ci capitasse di disturbare un ragno? Di solito se la dà a gambe (zampe), non ha senso impiegare energie e risorse per affrontare la scopa che sta demolendo la ragnatela, meglio filare. Se però si trova messo alle strette potrebbe anche arrivare a mordere, ma anche in questo caso non c’è da preoccuparsi, di solito non ce ne accorgiamo nemmeno, oppure ci ritroviamo con una specie di puntura simile a quella di una zanzara.

Ma allora le spaventose notizie apparse sui giornali? La cronaca ha portato all’attenzione del grande pubblico i pochissimi casi in cui il morso di un ragno ha portato a conseguenze spiacevoli, contribuendo ad alimentare l’aracnofobia. Repetita iuvant: la maggioranza delle specie è innocua per l’uomo e morde solo se minacciata. 
Sono solamente due le specie che possono creare qualche problema all’uomo in Italia, ma scoprirete che non è così facile farsi male con loro, quali sono?

Latrodectus tredecimguttatus (Rossi, 1790)

Latrodectus tredecimguttatus (Rossi, 1790), conosciuta anche come malmignatta o vedova nera mediterranea. Si tratta di un ragno di piccole dimensioni, le femmine arrivano al massimo a 15 mm, mentre il maschio è più piccolo. L’addome è di colore nero, molto sviluppato e presenta 13 macchie rosse ben visibili. Vive nella macchia mediterranea costruendo i suoi rifugi nel terreno oppure fra sassi e muriccioli. I casi registrati di morso da malmignatta sono pochissimi, è un animale molto schivo. Nella rara eventualità che si subisca un morso i sintomi che può provocare sono: nausea, dolore, anemia, crampi, cefalea, febbre, ipertensione e ansia. In pochissimi casi e solo su soggetti sensibili può avere conseguenze più gravi.

Loxosceles rufescens (Dufour, 1820)

Loxosceles rufescens (Dufour, 1820). Il famigerato ragno violino! Terrore degli aracnofobici italiani e minaccia alla salute pubblica! Non proprio…il ragno violino è un comune coinquilino delle nostre case, spesso invisibile. È un animale molto timido, fugge se disturbato, ma se andiamo a infilare un piede proprio nella pantofola in cui lui si era nascosto può mordere (voi fareste lo stesso al suo posto). Anche nello sfortunato caso in cui doveste essere morsi, non è poi così grave. Nella maggior parte dei casi non si avverte dolore al momento del morso, ma successivamente compare gonfiore, prurito fastidioso e dolore locale. In casi più rari, soprattutto in soggetti allergici o sensibili, il morso provoca una lesione necrotica che fatica a rimarginarsi e che potrebbe richiedere cure mediche.

Quindi il morso dei ragni non è un grosso problema, ma gira voce che ciascuno di noi ingoi fino a 8 ragni all’anno, mentre dorme. Sarà vero? Naturalmente no. Durante la notte facciamo troppa confusione per la sensibilità dei ragni (russiamo, ci muoviamo…), che preferiscono girare al largo. Inoltre molte persone non dormono con la bocca aperta (io sì) e si sveglierebbero se sentissero qualcosa di strano sul viso (la bocca e il naso sono zone molto sensibili).

Dovrebbe essere chiaro che i ragni e gli insetti che ci troviamo in casa sono innocui per noi, o quasi, anche se talvolta possono risultare invadenti o fastidiosi. Proprio chi teme i ragni dovrebbe imparare a conoscerli, almeno a grandi linee, in questo modo avrà più possibilità di difendersi, quando necessario, magari senza ricorrere a soluzioni estreme (non serve dar fuoco alla casa).
Imparare a conoscerli è il modo migliore per conviverci in pace e senza allarmismi.

Per approfondire:

Hickman C.P. Jr., Roberts L.S., Keen S.L., Larson A., Eisenhour D.J., Animal diversity, fourth edition, 2008 McGrawl-Hill Companies srl.
Edizione italiana: Hickman C.P. Jr., Roberts L.S., Keen S.L., Larson A., Eisenhour D.J., Diversità animale, quarta edizione, Milano, 2008 McGrawl-Hill Companies srl. Traduzione Marina Cobolli, Università degli Studi di Roma “La Sapienza.
Bellmann H., Atlas Spinnentiere Europas, 2001, Kosmos Verlags-GmbH.
Edizione italiana: Bellmann H. Guida ai ragni d’Europa, 2016, Franco Muzzio Editore. Traduzione Traini M.
http://www.treccani.it/enciclopedia/malmignatta/
https://www.my-personaltrainer.it/benessere/vedova-nera.html
http://www.aracnofilia.org/
https://www.focus.it/ambiente/animali/e-vero-che-ingoiamo-ragni-mentre-dormiamo
https://www.youtube.com/user/joshuaslice

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