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Il Nazismo e i raggi X

Ci fu un periodo in cui l’attenzione del nazismo si concentrò sull’utilizzo del raggi X. Avidità di conoscenza? No, un nuovo strumento di tortura

Le pagine storiche che riguardano la tragedia degli ebrei operata dal nazismo sono tristemente note a tutti. Sappiamo anche che la questione ebraica, prima di assumere le sue declinazioni più violente, cercò delle strade alternative, ad esempio attraverso l’esilio del “nemico” in un’isola (per maggiori informazioni rimandiamo a questo articolo sul nazismo). Le grandi masse vennero sfruttate come forza lavoro e vennero istituiti dei campi specializzati, ad esempio quello di Sachsenhausen, che accoglieva matematici per impiegarli in calcoli di traiettorie balistiche o di previsioni meteorologiche, o ancora quelli di Oranienburg, in Germania, e di Schlier, in Austria, nei quali gli ebrei venivano impiegati per produrre banconote, passaporti e documenti inglesi e americani falsi.

Ma una delle procedure più crudeli messe in atto dal regime prevedeva la castrazione. Nella deposizione di Viktor Brack, avvenuta nel 14 Maggio 1947, vennero confessate le loro intenzioni: la castrazione sarebbe stata messa in atto tramite raggi X, per impedire ai soggetti di accorgersene. L’idea era quella di chiamarli in una stanza per fare compilare loro dei documenti e trattenerli qualche minuto; nel frattempo, il funzionario seduto dietro lo sportello avrebbe potuto regolare l’apparecchio, che consisteva in due valvole termoioniche a raggi X, da attivare simultaneamente. La potenza dei raggi sarebbe stata di 500-600r per gli uomini e 300-350r per le donne.

Nonostante questa deposizione Brack dichiarò di essere un uomo nobile e sentimentale, sensibile alle sofferenze altrui e pronto a risparmiarle al prossimo.

Qualche mese più tardi un medico militare, il dottor Pokorny, propose di utilizzare il Caladium seguinum, una pianta del Brasile il cui succo avrebbe il potere di sterilizzare gli organi adibiti alla funzione riproduttiva. La sua idea era quella di somministrarlo a 3 milioni di ebrei. Fortunatamente i 3 anni di sperimentazioni tedesche non furono sufficienti a dare risultati concreti e netti; inoltre, le spese per i macchinari che emettevano raggi X erano decisamente alte e le coltivazioni delle piante, come attestato dalla perizia del dottor Karl-Wilhelm-Friedrich Taubock a Norimberga nel 18 Giugno 1947, furono fallimentari perché non fu possibile per loro creare nelle serre le condizioni affinché un arbusto tropicale di tale portata potesse svilupparsi.

Ma se il nazismo non adottò l’utilizzo dei raggi X come una pratica sistematica (e presto fu messa da parte, a favore della celebre soluzione finale, per le ragioni sopra riportate) i racconti dei sopravvissuti testimoniano le atrocità conseguenti a queste iniziative. La pratica dei raggi X non era del tutto indolore. Molte persone riportavano delle ustioni che successivamente potevano infettarsi. Per verificare se le castrazioni avevano avuto successo venivano messi in atto degli interventi chirurgici mirati all’esportazione di testicoli e ovaie per verificarne le condizioni. Inutile dire che non vi era alcuna premura nelle condizioni dei pazienti e le conseguenze post-operatorie erano spesso drammatiche se non mortali.

Se ti piacerebbe conoscere qualcosa in più sul nazismo e ambisci a scoprire anche gli aspetti meno conosciuti che riguardano questo movimento, faccelo sapere condividendo l’articolo sui social!

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