Privacy Policy Perché mi piacciono i cattivi ragazzi? - Antropia

Perché mi piacciono i cattivi ragazzi?

Perché siamo attratti da persone che ci rifiutano? Una spiegazione scientifica esiste, e risponde al nome di dopamina!

{Nell’immagine in evidenza, Il ratto di Europa di Jean François de Troy, 1716}

Cos’è il sesso? Cosa succede al nostro corpo quando ci innamoriamo? Esistono delle differenze cerebrali fra maschi e femmine? E’ possibile riconoscere una persona omosessuale dal suo cervello? Quant’è realmente romantico l’amore che possiamo provare per un’altra persona? In questa nuova rubrica cercheremo di fare chiarezza su tematiche abbastanza complesse e di eviscerarle nel modo più limpido possibile per comprendere diversi aspetti illuminanti e curiosi. Quasi tutto il contenuto di questa rubrica è stato ricavato dalle lezioni universitarie del Professor Robert Sapolsky, con qualche eventuale integrazione da testi universitari e divulgativi.

Un problema perpetuo

Da ragazzi sarà successo a tutti, almeno una volta nella vita, di essere rifiutati da una fanciulla amata e di assistere al suo fidanzamento con individui che, diciamocela tutta, non sono propriamente dei gentiluomini. E a ogni ragazza sarà capitato, almeno una volta, di dover consolare pazientemente un’amica disperata per il comportamento indegno del suo ragazzo, per poi vederla ignorare tutti i consigli e commettere di nuovo l’errore di perdonarlo. In realtà capita frequentemente anche a noi maschietti di inseguire ragazze che non ci danno l’amore che crediamo di meritare. Ma per quale ragione le persone si comportano così?

Una risposta scientifica a un fenomeno così diffuso e interessante naturalmente c’è. Come sappiamo i nostri umori sono regolati da secrezioni ormonali. Non a caso alcune patologie che coinvolgono la sfera del comportamento, come la depressione, vengono trattate con farmaci come inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. Il ruolo della dopamina nel comportamento sessuale è identico in entrambi i sessi, nei quali ha un’importanza enorme, poiché costituisce il fattore determinante della dipendenza affettiva, su cui poggiano tutte le relazioni.

L’ormone della dipendenza: la dopamina

L’area tegmentale ventrale, attraverso la via mesolimbica, invia grandi flussi di dopamina al nucleus accumbens, che trasmette la dopamina in tutte le altre regioni del cervello. I complessi percorsi cerebrali della dopamina prendono il nome di vie dopaminergiche. Se si elimina la dopamina dal cervello di un individuo l’interesse sessuale svanirà, non ci sarà più procettività libidica, e la conseguenza potrebbe essere un quadro sintomatologico spento, simile a quello della depressione clinica, che è caratterizzata, tra le altre cose, dal calo di appetito sessuale.

La via mesolimbica è essenziale e costantemente attivata per il rinforzo di tutti gli aspetti relativi al comportamento sessuale. L’azione della dopamina nelle relazioni e nella dipendenza da sostanze stupefacenti è stata osservata in numerosi studi, ma ne riportiamo uno in particolare, che è forse il più esplicativo e adatto al nostro caso.

Lo studio in questione è stato condotto su una scimmia, la quale, dopo aver premuto dieci volte una leva, veniva ricompensata. Il picco di dopamina è stato registrato nel momento in cui essa azionava la leva, e di conseguenza si aspettava di essere ricompensata. E’ stato realizzato lo stesso esperimento ricompensando soltanto il 50% degli sforzi. Pensate che il livello di dopamina sia calato? Al contrario, è aumentato vertiginosamente! 

Nel primo caso la scimmia era molto carica e sicura di sé, pertanto agiva con molto entusiasmo. Ma nel secondo caso quel “forse” legato alla ricompensa costituiva un’incognita incredibilmente rinforzante. La scimmia premeva compulsivamente la leva alla ricerca quasi disperata dell’oggetto che avrebbe dato un senso alle sue azioni.

In molti contesti le persone lavoreranno più duramente in situazioni di imprevedibilità piuttosto che di certezza. E’ la ragione per la quale spesso diventiamo dipendenti da relazioni con narcisisti patologici, i quali andranno a instillare nel nostro cervello quello che in psicologia è chiamato “rinforzo a intermittenza”, che altro non è che la tecnica manipolatoria più potente al mondo. Forse è proprio per questo che le persone subiscono, almeno in un primo momento, il fascino degli individui più ambigui nei loro confronti.

Considerazioni finali

Volevo concludere questo articolo con alcune considerazioni puramente personali. Nella vita è possibile provare emozioni per qualsiasi cosa. Siamo animali sociali e non è così raro arrivare a sentirsi legati anche a individui con cui non abbiamo molto da condividere. Possiamo esserne incuriositi e persino arrivare a perdere la testa per loro. Ma fino a quando non accettiamo il fatto che non possiamo svenderci per chiunque, siamo condannati ad avere relazioni infelici. Gli esiti più infausti prevedono lo sviluppo di un rancore nei confronti dell’altro sesso solo perché noi non sappiamo scegliere.

La “sintonia emotiva” che si avverte con gli esseri umani basterebbe a una relazione che mira ad essere seria e costruttiva (quindi ad avere un futuro) solo se fossimo esseri senza razionalità, dignità, diritti, valori, valore, fiducia, obiettivi, coraggio e ambizioni. Se pensiamo di avere tutto questo dobbiamo rispettare noi stessi, e il modo migliore per farlo è scegliere di condividersi solo con chi ci merita davvero, perché è solo chi si trova sulla nostra stessa lunghezza d’onda che può spingerci verso l’alto e non farci sprofondare in basso.

Un determinato sentire che ci fa emozionare, anche in modo molto intenso, non implica necessariamente che sia quello giusto per noi. Percepire determinate sensazioni positive e non, ed esserne dipendenti, non significa che tali emozioni ci faranno del bene sul lungo termine. E’ necessario valutare quanto quella persona possa portare dentro il nostro mondo. Siamo fatti di muscoli, nervi, ossa, ma anche di pensiero, razionalità, idee, vissuti molto intimi e intensi. E se può essere un’esperienza adrenalinica inseguire qualcosa di irraggiungibile, è molto più sano ed intenso condividere il nostro mondo con qualcuno che parla il nostro stesso linguaggio.

Per ulteriori informazioni e consigli d’amore potete contattarmi in privato, vi lascerò il mio IBAN per fare una consulenza. Che bello, ho inventato un nuovo lavoro!

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