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Realtà virtuale: oltre il videogioco

Conosci i risvolti della realtà virtuale nella psicoterapia? Alcune persone indossano un visore per superare i propri traumi!

Negli ultimi 5 anni è riesplosa, con l’uscita di visori e tecnologie all’avanguardia, la mania della realtà virtuale che, ad oggi, rappresenta un mercato dal valore di centinaia di miliardi di dollari. Anche se l’applicazione più conosciuta di questa tecnologia è forse nell’ambito videoludico, la Realtà Virtuale ha rappresentato un punto di svolta in numerosi campi.

La nascita del primo prototipo di Realtà Virtuale risale alla seconda metà del ‘900, quando viene sviluppato Sensorama, uno strumento meccanico nato ancora prima dello sviluppo dei primi computer con lo scopo di coinvolgere tutti e cinque i sensi nella visione di un film. Da questo punto molti passi in avanti sono stati fatti negli anni, fino ad arrivare ai visori moderni che hanno portato per la prima volta questa tecnologia su un mercato più ampio, abbattendone i costi e le necessità tecniche.

Oggi la Realtà Virtuale trova posto in molteplici situazioni. Sempre più musei e siti archeologici stanno mettendo a disposizione riproduzioni 3D dei propri ambienti così da poter permettere anche a persone dall’altro lato del mondo di poterne ammirare le bellezze. In ambito aereonautico rappresenta una parte essenziale dell’addestramento dei piloti. Può essere trovata nei centri sportivi per l’allenamento in determinati tipi di sport, quali il windsurf.

È in psicoterapia, inoltre, che ha trovato un terreno estremamente fertile, rivoluzionando completamente il trattamento di diversi disturbi. Una delle sue applicazioni più prolifiche in questo ambito è nelle terapie di estinzione delle fobie. Come oramai appurato in decenni di letteratura scientifica sull’argomento, uno dei metodi più efficaci per il trattamento di queste paure irrazionali e spesso invalidanti è l’esposizione controllata allo stimolo fobico che fa scattare la reazione di evitamento.

Se prima questo rappresentava un ostacolo complesso che necessitava a volte di una certa dose di creatività da parte del terapeuta, oggi stanno nascendo sempre più app e programmi che permettono ai pazienti di affrontare un enorme numero di situazioni seduti nello studio del terapeuta. Anche se lontana dal grado di stimolazione offerta da un ambiente reale, all’esame empirico rappresenta comunque un valido sostituto a questa, permettendo inoltre un grado di controllo sull’ambiente e sugli stimoli notevolmente maggiore.

Tecnologie più avanzate e sviluppate appositamente per l’utilizzo terapeutico sono anche in grado di offrire una stimolazione multisensoriale che vada oltre l’udito e la vista, coinvolgendo anche l’olfatto e alcune sensazioni tattili, come la temperatura. Passeggiate su travi sospese al centesimo piano di un grattacielo, stanze piene di ragni o anche conferenze con sedie piene di personaggi giudicanti sono solo alcuni degli ambienti ideati appositamente per le relative paure.

Oltre le terapie di estinzione delle fobie, che ne rappresenta l’applicazione più efficace, vengono tuttora sviluppate applicazioni anche per altri tipi di disturbi. Le persone possono rivisitare luoghi in cui hanno vissuto eventi traumatici per facilitarne la rievocazione nel trattamento per il disturbo post-traumatico da stress.

L’utilizzo di un ambiente virtuale permette di creare rappresentazioni visive notevolmente migliori per numerosi trattamenti dove queste non possono essere create nella realtà. Nei training di Mindfulness diventa possibile rappresentare visivamente il respiro del paziente e porlo in ambienti rilassanti, quali paradisi tropicali e paesaggi montani, per facilitarne il processo di rilassamento. Le terapie basate sul neurofeedback e sul biofeedback trovano nuovi e più efficaci strumenti per l’utilizzo di rappresentazioni visive utili al controllo delle proprie risposte fisiologiche.

Se queste applicazioni prospettano una rivoluzione in tantissimi ambiti industriali e umanistici dobbiamo però ricordare che siamo ancora ai primi passi di questa nuova tecnologia, che anche se studiata da più di 50 anni ha trovato solo adesso le possibilità tecniche di iniziare davvero a prosperare. Le sue applicazioni rimangono ancora primitive, seppure incredibili, e solo il futuro potrà dire fino a dove queste potranno spingersi e quanto la Realtà Virtuale entrerà a far parte della nostra vita quotidiana.

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