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Smog da respirare

L’inquinamento da smog è un problema di vecchia data. Ce ne accorgiamo soprattutto quando lo scarico di un’auto o di un furgone ci investe in pieno impedendoci di respirare. Qualcosa di simile è capitato anche alla famiglia dei paperi.

Ah che meraviglia fare una passeggiata in centro…il relax, lo smog, i negozi, milioni di auto, lo smog, le vetrine, il rischio di essere investiti, lo smog, il nervosismo degli automobilisti…ho già detto lo smog?

Credo che molti di noi si siano resi conto della quantità di auto che intasano le nostre strade e della pessima qualità dell’aria. IO me ne sono resa ben conto. Vivo in Veneto e la pianura padana è l’area più inquinata d’Europa!

Anche i nostri amici paperi in Zio Paperone e la città condominio, se ne sono accorti. Paperino e nipoti si trovano infatti a cercare di attraversare Paperopoli in auto, ma la città è una giungla di ferraglia invasa da nuvole di smog. Il traffico è talmente intenso che i camion dei rifiuti non riescono a passare per effettuare la raccolta. I paperi si trovano presto senza auto che non è più riuscita a partire al semaforo ed è stata distrutta dagli altri automobilisti esasperati. Spostandosi a piedi la gravità della situazione diventa ancora più evidente. La soluzione verrà proposta dal ricco zio Paperon de Paperoni, ma ora mi fermo, finisco di spoilerare più avanti.

A chi non è mai successo?

Quante auto abbiamo davvero?

Quella descritta dal fumetto è una situazione che si presenta anche nelle nostre città, sempre più di frequente. A chi non è successo di restare imbottigliato nel traffico? O di dover attraversare la strada in mezzo a nuvole di aria resa fetida dallo smog?

È solo un problema dei centri città? Si tratta di un’esagerazione? Andiamo a guardare i dati: secondo il rapporto di Legambiente Mal’Aria 2019 in Italia ci sono 38 milioni di automobili private. Sostituire la vecchia auto con una nuova non risolve il problema! Le nuove auto producono emissioni minori, ma non nulle, dato che sono alimentate (per la maggior parte) a combustibili fossili. Inoltre anche la produzione delle suddette produce inquinamento e cambiare auto non riduce il traffico. Questa marea di motori a scoppio produce circa il 25% dell’inquinamento da PM10 nelle nostre città, nonostante la maggior parte degli spostamenti avvenga nell’arco di 10 km o meno. Un tragitto percorribile anche in bicicletta (rischiando la vita tra le auto) o con i mezzi pubblici. Nelle campagne la situazione non migliora, è vero che ci sono più spazi verdi, ma diminuiscono drasticamente i mezzi pubblici a disposizione dei cittadini. 

Chi vive fuori città spesso è costretto a usare un mezzo privato per raggiungere il paese più vicino, dove sono presenti divieti più o meno restrittivi per l’ingresso di auto euro 1,2,3. I divieti sono facilmente aggirabili con la dichiarazione che non vi sia un mezzo alternativo per raggiungere il luogo di lavoro/studio (non sempre è vero). A questo si aggiunge il fatto che molte delle persone che non abitano in una grande città non sono abituate a spostarsi con i mezzi pubblici, i quali vengono considerati antiquati, scomodi e lenti.

Sfortunatamente queste idee non sono del tutto campate in aria. Molti mezzi sono datati e di conseguenza più inquinanti del dovuto, con aria condizionata/riscaldamento malfunzionante e sedili rovinati. La nostra percezione è probabilmente accentuata da racconti ed episodi particolarmente disagevoli che tutti abbiamo sentito o vissuto in prima persona. In Italia il mezzo pubblico maggiormente presente è l’autobus, a differenza di molte altre città europee che si affidano soprattutto a metropolitane e treni.

Chi inquina di più?

Tra i mezzi più inquinanti troviamo i ciclomotori a due tempi, i vecchi motori diesel, le auto senza filtro antiparticolato e i mezzi da lavoro (camion e furgoni) con una cattiva manutenzione o molto datati.

Quindi cos’è possibile fare per ridurre il problema? La situazione deve essere affrontata su due fronti: disincentivare l’uso del mezzo privato e fornire un’alternativa. Ad esempio, nel nostro fumetto, tutto viene concentrato in un unico condominio gigantesco contenente scuole, case e negozi. Solo le fabbriche restano al di fuori della “città-condominio” e vengono predisposte metropolitane dedicate.

Cosa possiamo fare

Ogni persona può contribuire condividendo l’auto con amici e conoscenti, quando possibile (una piccola deviazione sul percorso inquina molto meno che muovere 2 auto). Si può scegliere il mezzo pubblico, la bicicletta o i piedi ogni volta che se ne ha la possibilità (anche la salute ne avrà giovamento). È importante però che le istituzioni facciano dei passi in più, attraverso degli strumenti già in loro possesso, come i PUMS (Piani Urbani di Mobilità Sostenibile) e piani di incentivo per i mezzi pubblici. Sarebbe auspicabile un aumento del numero di treni e autobus disponibili a tutte le ore e un incentivo alla rottamazione dell’auto che non preveda l’acquisto di un’auto nuova. Oppure sconti sui mezzi pubblici e su servizi di condivisione dell’auto.

Una vera utopia in un paese in cui il mezzo pubblico perde passeggeri dal 2011!

Per approfondire

Le Scienze n°613, settembre 2019, “La più inquinata d’Europa”, p 52

https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/Malaria2019_dossier.pdf
https://www.legambiente.it/malaria-2019-il-rapporto-annuale-annuale-sullinquinamento-atmosferico-nelle-citta-italiane/
https://www.ilsole24ore.com/art/diesel-auto-e-inquinamento-cosa-bisogna-sapere-AEVypy7D?refresh_ce=1
http://geoportale.isprambiente.it/

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