Privacy Policy Un animale nobile? Il limulo dal sangue blu - Antropia

Un animale nobile? Il limulo dal sangue blu

Non è di stirpe reale, ma di fondamentale importanza per l’industria farmaceutica. Vi presento il limulo, un animale… Pieno di sorprese.

Il Limulus polyphemus, o semplicemente limulo, è conosciuto più comunemente col suo nome inglese horseshoe crab, ovvero granchio a ferro di cavallo.

Tuttavia questo artropode corazzato ricorda solo molto lontanamente l’aspetto di un granchio.

 

Considerato per anni come un crostaceo, oggi viene invece classificato come aracnide marino, presente principalmente lungo le coste del nord America.

Il limulo è un vero e proprio fossile vivente: i primi esemplari risalgono a circa 450 milioni di anni fa.

Ma qual è la sua peculiarità?

Il limulo è un animale dal sangue blu.

No, non metaforicamente ma letteralmente. Il suo sangue è di un meraviglioso colore blu, dato dalla presenza di rame.

Questo sangue, o più correttamente emolinfa, ha inoltre un’incredibile capacità che fa parte dei meccanismi di difesa dell’animale: è in grado di coagulare in presenza di pirogeni.

CHE COSA I PIROGENI?

I pirogeni sono sostanze tossiche molto potenti in grado di causare forti rialzi termici una volta in circolo nell’organismo. Questo accade già a dosi bassissime, nella misura di pochi nanogrammi (per intenderci, 10-9 grammi).

Fu Florence Seibert, scienziata americana di grande successo (molto famosa per i suoi studi sui test per la tubercolosi), nel 1923 a rendersi conto che spesso i pazienti che ricevevano iniezioni sviluppavano forti accessi febbrili, spesso letali. Lei si accorse che la pericolosità era dovuta proprio alla presenza di pirogeni.

I pirogeni possono essere di origine microbica e non: nel primo caso derivano dal metabolismo o disfacimento degli stessi microrganismi, principalmente Gram -.  Tra tutti, in ambito farmaceutico le endotossine sono quelle più importanti.
Se entrano in circolo nel sangue o nel liquido cerebrospinale possono causare reazioni febbrili eccessive, neutropenia, leucocitosi, alterazioni della pressione e della permeabilità vasale, fino a shock e morte.

Non una cosa da poco vero?

Per questa ragione, i preparati farmaceutici come le preparazioni iniettabili non solo devono essere sterili (e rispondere a tante altre rigorose caratteristiche) ma anche apirogene.

Torniamo quindi al protagonista della nostra storia: perché il limulo ha questa importanza?

IL LAL TEST

Data la capacità dell’emolinfa di coagulare in presenza di pirogeni, le cellule del sangue del limulo, dette amebociti, vengono prelevate. Viene quindi prodotto un estratto acquoso chiamato Lisato di Amebociti di Limulo (LAL).

Si effettua quindi quello che viene definito LAL test: il nostro farmaco per iniezione viene messo a contatto con il LAL.

Se sono presenti endotossine l’emolinfa coagula in maniera dose-dipendente, quindi maggiore sarà la concentrazione di tossine, più velocemente il sangue coagulerà.

Ovviamente se il sangue coagula e siamo perciò in presenza di sostanze pirogene il preparato viene immediatamente scartato.

È necessario? Sì, questo test è di fondamentale importanza per la sicurezza dei pazienti. Da quando viene utilizzato la mortalità da pirogeni che seguiva le iniezioni, prima molto alta, si è ridotta moltissimo, fino praticamente ad annullarsi. 

E la salute del limulo? La sua importanza nel settore biomedico e farmaceutico è ben nota in tutto il mondo. Il limulo viene tutelato e protetto per questo motivo. Una volta pescato, la sua emolinfa viene prelevata, quindi viene rimesso in acqua e contrassegnato per non essere sottoposto nuovamente a questo stress. Anche la mortalità dopo questo test non è elevata.

Tuttavia, in molti si stanno battendo per poter avere un test in vitro con la stessa efficacia e validità. Recenti studi stanno cercando di sostituire il limulo con un’alternativa sintetica. Buoni risultati sono stati ottenuti ma per ora purtroppo non abbiamo ancora la possibilità di eliminare l’utilizzo del limulo. 

Ad oggi questo animale continua a salvare moltissime vite umane.

E se siete interessarti al rapporto tra animali e medicina, qui vi racconto di pipistrelli portatori di pandemie e di pesci letali.

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6200278/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9072761/

Immagine di copertina tratta dal PBS Nature documentary Crash

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