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Berlino

Voci dal mondo: Berlino!

Come si vive in una grande capitale europea come Berlino? Ce lo racconta Rachele, che si è trasferita da poco, ma non è nuova alla vita all’estero.

Prima di trasferirti a Berlino avevi già fatto esperienze all’estero. Ce le vuoi raccontare brevemente?

Sì, durante il periodo universitario ho avuto l’opportunità di partecipare al programma Erasmus e ho trascorso un semestre a Weimar, nel cuore della Germania. Al termine della laurea magistrale in Design del prodotto, ho vinto una borsa di studio sempre a livello europeo allo scopo di fare un’esperienza lavorativa all’estero. Come meta ho scelto Madrid, dove ho vissuto per circa un anno. Qui ho lavorato nell’organizzazione e allestimento di due mostre nell’ambito della progettazione e del design.

Che cosa ti ha spinto a ripartire?

Ci sono diversi motivi, ma quello principale è stato ed è tutt’ora la grande voglia di imparare e conoscere, unita al forte desiderio di mettermi in gioco. 

Perché hai scelto proprio Berlino?

La decisione di trasferirmi in questa città non è stata immediata né impulsiva, ma frutto di un meditato ragionamento che ha tenuto conto di diversi aspetti. Prima di tutto ho scelto la Germania perché ci avevo già vissuto e mi ero trovata molto bene. La Germania inoltre è il primo partner commerciale dell’Italia a livello europeo, il mercato del lavoro è molto dinamico e offre diverse possibilità. Conoscevo già Berlino, essendoci stata diverse volte come turista. Come capitale offre molte opportunità, specialmente nel mio settore. Si tratta di una città giovane e multiculturale, e aspetto non meno importante, il costo della vita è minore rispetto ad altre capitali europee. 

Cosa ti ha colpito di più della tua nuova città, all’inizio?

La vastità. Inizialmente il fatto di dover trascorrere ore in metro per muovermi da un punto all’altro della stessa città, mi ha molto colpito. La rete di trasporti è molto ben sviluppata e piuttosto affidabile. Altri due aspetti di grande impatto per me sono stati la diffusa presenza di parchi e la ricchezza naturalistica che circonda la città. Mi ha colpito anche la componente storica, ancora ben visibile, che ha lasciato il suo segno ovunque.

L’accoglienza iniziale è stata calorosa o i berlinesi si sono dimostrati piuttosto distaccati?

Non userei il termine caloroso ma cordiale. Le persone che ho conosciuto si sono dimostrate fin da subito molto disponibili, accoglienti e aperte. Non nascondo che la cultura e le abitudini sono molto diverse e a volte predomida un po’ la diffidenza, perciò anche la conoscenza della lingua diventa fondamentale per una migliore integrazione.

Quali sono, secondo te, le cose a cui un italiano fa più fatica ad abituarsi, vivendo a Berlino?

Sarà banale, ma non sono ancora riuscita ad abituarmi al cibo. In Germania il concetto di pasto, di cucina ha un significato molto diverso rispetto all’Italia: qui il mangiare è considerato più un bisogno primario di nutrimento, si mangia perché bisogna mangiare piuttosto che godere del piacere del cibo. Altro aspetto nuovo per me è che sia nella sfera privata che in quella professionale, si pianifica tutto con largo anticipo, comprese le visite ad amici e parenti!

Quali sono invece i vantaggi di una realtà come quella di Berlino?

I vantaggi sono molti, quello che ha pesato di più nella mia scelta di trasferimento è legato ad aspetti lavorativi. Una capitale ha per forza di cose molto da offrire in termini culturali, professionali e di svago. Berlino è molto ben collegata anche dal punto di vista logistico, consentendo di viaggiare in modo veloce e relativamente economico.

Da quando sei partita hai mai avuto nostalgia o il desiderio di tornare a casa? 

Sono ormai quasi due anni che vivo qui e ho trovato un mio equilibrio. La nostalgia si fa sentire qualche volta ma è qualcosa di passeggero. Solo in un’occasione ho avuto una gran voglia di tornare, dovuta ad un periodo un po’ stressante in cui avevo bisogno di staccare.

Consiglieresti ad altri giovani di provare a vivere a Berlino o comunque di fare un’esperienza all’estero?

Assolutamente sì. Lunga o breve che sia, un’esperienza all’estero può solo fare bene perché ci permette di ampliare la nostra visione su una realtà che ormai è strettamente interconnessa. Consiglio Berlino in particolare perché penso sia la città più multiculturale in Europa, dove prendendo la metro sembra di viaggiare attraverso i continenti, tante sono le lingue che vengono parlate. Questo aspetto della città mi rende,  da un lato più attaccata alla mia identità e origine di italiana, dall’altro mi fa sentire direttamente parte del mondo, cosa che mi consente di ampliare il mio orizzonte di pensiero.

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